Redditi del 2025, dichiarati nell’IRS del 2026
Le coppie sposate o in unione di fatto possono scegliere, nella dichiarazione, tra tassazione separata e congiunta. Con quella congiunta, i redditi della coppia si sommano e le aliquote si applicano alla metà del totale (il quoziente coniugale). Conviene soprattutto quando uno guadagna molto più dell’altro o solo uno ha redditi, perché metà del totale ricade negli scaglioni più bassi. Con redditi simili, la differenza di solito è piccola. Per decidere, simula entrambi gli scenari prima di presentare la dichiarazione.
Le detrazioni d’imposta si sottraggono direttamente dall’IRS. Le principali sono le spese generali familiari (35%, fino a 250 € per contribuente), la salute (15%, fino a 1.000 €), istruzione e formazione (30%, fino a 800 €), l’affitto dell’abitazione principale e gli interessi dei mutui stipulati prima del 2012 (15%, con un limite che dipende dal reddito), le case di riposo (25%, fino a 403,75 €) e l’IVA delle fatture richieste con il tuo NIF: il 15% in ristoranti, alloggi, parrucchieri, officine e veterinari, tra gli altri, e il 100% sugli abbonamenti ai trasporti, fino a 250 € per nucleo familiare. Ci sono poi detrazioni per le persone a carico, per disabilità, per gli assegni di mantenimento e per i piani pensionistici (PPR). Oltre il primo scaglione, diverse di queste detrazioni sommate hanno un tetto complessivo tra 1.000 € e 2.500 €, in base al reddito.
Per i redditi del 2025, l’IRS Jovem esenta una parte dei redditi da lavoro dipendente e autonomo di chi ha fino a 35 anni, nei primi 10 anni con redditi: il 100% il 1° anno, il 75% dal 2° al 4°, il 50% dal 5° al 7° e il 25% dall’8° al 10°, fino a 55 volte l’IAS (28.737,50 € nel 2025). Non devi risultare a carico di un’altra persona né beneficiare o aver beneficiato dei regimi di residente non abituale, IFICI o Regressar. L’agevolazione si chiede nella dichiarazione, anche se il datore di lavoro non l’ha applicata alla ritenuta. Per i redditi del 2024 valeva il regime precedente, di cinque anni e con limiti più bassi.
Durante l’anno, la ritenuta alla fonte e gli acconti sono anticipi. Nella dichiarazione, l’imposta si calcola sui redditi dell’intero anno e si sottraggono le detrazioni d’imposta. Se gli anticipi superano l’imposta finale, ricevi un rimborso; se sono inferiori, paghi la differenza. Capita di dover pagare se hai avuto due datori di lavoro contemporaneamente, redditi senza ritenuta (come un affitto o un lavoro autonomo esonerato dalla ritenuta) o poche detrazioni. La dichiarazione si presenta dal 1° aprile al 30 giugno dell’anno successivo e l’imposta dovuta va pagata entro il 31 agosto.
I redditi da lavoro dipendente (categoria A), da lavoro autonomo (categoria B) e le pensioni (categoria H) si sommano sempre e pagano le aliquote progressive degli scaglioni. Interessi e dividendi (categoria E), affitti (categoria F) e plusvalenze (categoria G) pagano di norma un’aliquota sostitutiva, per esempio il 28% su interessi, dividendi e plusvalenze da azioni, ma puoi scegliere di sommarli. Conviene quando la tua aliquota IRS è più bassa di quella sostitutiva; di norma la scelta vale per tutti i redditi di queste categorie, quindi conviene fare una simulazione. Le plusvalenze immobiliari dei residenti si sommano per il 50% della plusvalenza, e quelle su azioni detenute per meno di 365 giorni vanno sommate obbligatoriamente quando, con esse, il reddito imponibile raggiunge l’ultimo scaglione.
Sì. Il simulatore copre i redditi del 2024 e del 2025, e il pulsante "Confronta" ti mostra come lo stesso scenario dà risultati diversi con le regole di ogni anno. Con un account guito gratuito, le simulazioni restano salvate e puoi riprenderle più tardi o da un altro dispositivo.
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